Arteam Cup 2025 | Premi

1° SUPERFINALISTA | VINCITRICE ASSOLUTA: MONICA CARRERA

Motivazione: «Il primo premio viene assegnato a Monica Carrera per A mano a mano, un’opera che si distingue per la forza concettuale con cui un gesto quotidiano e intimo, come il lavarsi le mani, viene trasformato in una riflessione collettiva sulla rimozione, la responsabilità e la memoria. L’artista sovverte l’idea di consumo e cancellazione, rendendo permanente, attraverso il materiale, ciò che vorremmo dimenticare. Le sette saponette in marmo, una per ogni giorno della settimana, evocano il gesto quotidiano del lavarsi le mani trasformandolo in un rito carico di ambiguità morale. L’illusione della cancellazione – delle scritte, dei traumi, delle responsabilità – si scontra con l’indelebilità del marmo, materiale nobile e permanente. L’opera riesce a tenere insieme memoria personale e tragedie collettive, silenzio e sovraesposizione mediatica, fino alla presenza enigmatica della tavoletta nera, muta e assoluta. Un lavoro raffinato, stratificato e di grande maturità espressiva. Il premio viene conferito a Carrera anche in considerazione del suo intero percorso creativo, che si sviluppa, in modo coerente, nella fusione di media e tecniche diverse, con lavori che trasformano lo sguardo quotidiano in riflessione critica».

ELENCO PREMI SUPERFINALISTA:

  • una tri-personale al Centro Esposizioni MuDA di Albissola Marina – SV (facente parte del Museo Diffuso Albisola – http://www.museodiffusoalbisola.it/) nel periodo ottobre-novembre 2026.
  • curatela e testo critico (strettamente legato alla mostra personale e alla pubblicazione del catalogo) realizzato da critico o curatore individuato da Arteam.
  • una monografia realizzata dall’editore Vanillaedizioni (www.vanillaedizioni.com), nel formato cm 16,5×24 con 96 pagine interne, relativa distribuzione da parte dell’editore e n. 20 copie a disposizione dell’artista. Il progetto editoriale (incluso nel premio) sarà concordato insieme all’artista stesso in funzione della sua ricerca, dei suoi precedenti cataloghi e in stretta sinergia con gli eventi che lo vedranno protagonista nel 2026.
  • un percorso formativo/creativo e una consulenza annuale con gestione immagine e brand identity.
  • consulenza e servizi Arteam Professional per tutto il 2026, che includono benefit di comunicazione e visibilità.
Premio ESPOARTE:
  • Copertina dedicata su ESPOARTE entro la fine 2026
  • Presentazione monografica dedicata all’artista, sullo stesso numero in cui sarà dedicata la copertina
  • n. 50 copie del numero a disposizione dell’artista

2° SUPERFINALISTA: FRANCESCO FOSSATI

Motivazione: «Il secondo premio viene assegnato a Francesco Fossati, che con la serie di opere “Substrato” trasforma materiali naturali e processi biologici in esperienze estetiche evocative, dove funghi e micelio disidratati incarnano riflessioni poetiche sull’energia vitale e la relazione tra essere umano e natura.
L’opera Substrato 11 si inserisce coerentemente nella ricerca di Fossati sui processi naturali invisibili e sulla trasformazione della materia. L’artista rilegge l’eredità del minimalismo attraverso una prospettiva post-umana, lasciando che micelio e funghi corrompano e ridefiniscano la forma essenziale del monolite. La disidratazione cristallizza un momento di mutamento continuo, rendendo visibile ciò che solitamente resta sotterraneo o marginale allo sguardo umano. L’opera colpisce per rigore formale e profondità teorica, offrendo una riflessione silenziosa ma potente sull’ecosistema e sul tempo».

ELENCO PREMI SUPERFINALISTA:

  • una tri-personale al Centro Esposizioni MuDA di Albissola Marina – SV (facente parte del Museo Diffuso Albisola – http://www.museodiffusoalbisola.it/) nel periodo ottobre-novembre 2026.
  • curatela e testo critico (strettamente legato alla mostra personale e alla pubblicazione del catalogo) realizzato da critico o curatore individuato da Arteam.
  • una monografia realizzata dall’editore Vanillaedizioni (www.vanillaedizioni.com), nel formato cm 16,5×24 con 96 pagine interne, relativa distribuzione da parte dell’editore e n. 20 copie a disposizione dell’artista. Il progetto editoriale (incluso nel premio) sarà concordato insieme all’artista stesso in funzione della sua ricerca, dei suoi precedenti cataloghi e in stretta sinergia con gli eventi che lo vedranno protagonista nel 2026.
  • un percorso formativo/creativo e una consulenza annuale con gestione immagine e brand identity.
  • consulenza e servizi Arteam Professional per tutto il 2026, che includono benefit di comunicazione e visibilità.

3° SUPERFINALISTA: MASSIMO LEVATI

Motivazione: «Il terzo premio viene assegnato a Massimo Levati per l’eleganza del suo lavoro, che da anni indaga e sperimenta le potenzialità della carta. La sua ricerca, infatti, si distingue per rigore formale e sensibilità materica. Ogni intervento è misurato, preciso, frutto di un difficile equilibrio tra il gesto e il controllo. La carta è ogni volta un luogo di trasformazione, fragile e resistente al tempo stesso. Il riconoscimento valorizza una pratica coerente e profondamente personale nel panorama contemporaneo italiano.
Con Putrefazione, Massimo Levati porta avanti la sua indagine sulla fragilità del corpo e sulla decomposizione come metafora esistenziale. L’uso della carta, tagliata e cucita a mano senza ausilio di aghi, restituisce un’immagine di sofferenza lenta e meticolosa, quasi chirurgica. La materia sembra disfarsi sotto lo sguardo, evocando il dolore, la malattia e il disagio come condizioni universali e persistenti. Un lavoro intimo e coerente con il percorso dell’artista, che affonda nella manualità estrema e nella dimensione emotiva più oscura».

ELENCO PREMI SUPERFINALISTA:


  • una tri-personale al Centro Esposizioni MuDA di Albissola Marina – SV (facente parte del Museo Diffuso Albisola – http://www.museodiffusoalbisola.it/) nel periodo ottobre-novembre 2026.
  • curatela e testo critico (strettamente legato alla mostra personale e alla pubblicazione del catalogo) realizzato da critico o curatore individuato da Arteam.
  • una monografia realizzata dall’editore Vanillaedizioni (www.vanillaedizioni.com), nel formato cm 16,5×24 con 96 pagine interne, relativa distribuzione da parte dell’editore e n. 20 copie a disposizione dell’artista. Il progetto editoriale (incluso nel premio) sarà concordato insieme all’artista stesso in funzione della sua ricerca, dei suoi precedenti cataloghi e in stretta sinergia con gli eventi che lo vedranno protagonista nel 2026.
  • un percorso formativo/creativo e una consulenza annuale con gestione immagine e brand identity.
  • consulenza e servizi Arteam Professional per tutto il 2026, che includono benefit di comunicazione e visibilità.

ALTRI PREMI

Premio Speciale CONNEXXION:

Il premio consiste nell’inserimento di due artistə nel palinsesto del Festival Diffuso di Arte Contemporanea CONNEXXION, a cura di Livia Savorelli, la cui quarta edizione si terrà a Savona nel settembre 2026.
Le due artiste scelte sono: Francesca Catellani con Parlami di Luce, 2024 e Veronica Benedetti con Un-buried, 2024.

Motivazioni:

FRANCESCA CATELLANI
«La luce, quale elemento metaforico che congiunge essere umano e natura, è la protagonista di questo raffinato video in cui l’esperienza partecipata da cui il lavoro origina, testimoniata attraverso la parola, e l’immagine onirica di un paesaggio, generano uno spazio intimo ed immersivo che trasporta in una dimensione altra».

VERONICA BENEDETTI
«Un lavoro potente, in cui la fotografia si presenta in forma scultorea, che indaga con delicatezza memoria e fragilità, connettendo la storia personale con la memoria del sottosuolo che diviene traccia, sedimento, testimonianza di un’impermanenza assunta come principio».

Premio VANILLAEDIZIONI:

Il premio – assegnato a Irene Pittatore per l’opera L’amavo troppo e le ho sparato. Stendardo n.1 – consiste nella realizzazione da parte dell’editore Vanillaedizioni di un ebook sul progetto generale.

Motivazione: «Per la capacità di coniugare ricerca visiva e impegno civico, visualizzando la radicata e normalizzata violenza e discriminazione di genere contro le donne nella nostra società. Con rigore e profondità, Il suo lavoro attiva memoria critica e partecipazione.
Irene Pittatore viene premiata per L’amavo troppo e le ho sparato. Stendardo n.1, opera che rende visibile ciò che la cultura dominante tende a cancellare, stimolando una riflessione condivisa sulla storia e sul presente. Sul drappo campeggia, ricamato a punto croce, uno stralcio di una sentenza civile del 1874 (Sezioni riunite, Corte d’appello di Torino, Archivio di Stato di Torino) che riflette un aspetto ricorrente nelle cause per violenza domestica: la minimizzazione degli abusi commessi e delle responsabilità dei perpetratori. (“Nulla di più grave si seppe addurre contro del marito fuorché il fatto di avere in un momento di ira gettato contro la moglie una catinella di feci e averla colpita con pugni”). L’opera generata da un’esperienza condivisa di ricamo collettivo è attivatrice di presa di consapevolezza e di immaginazione di nuovi immaginari che rifiutino il paradigma culturale patriarcale ormai consolidato, in cui la violenza non è riconosciuta fino a quanto non diventa femminicidio».

Premi editoriali ESPOARTE:

I premi consistono in presentazioni monografiche sulla rivista Espoarte nel corso del 2026.

Premio Editoriale Espoarte Under 30 attribuito a Alexa Baldessari (2000) e Luca Carlevarino (2001).
Premio Editoriale Espoarte Over 30 conferito a Ilaria Margutti e Marco Paghera.

Motivazioni:

«La Giuria ha voluto riconoscere la ricerca di Alexa Baldessari per la sua capacità d’intrecciare un approccio antropologico con un saper fare artigianale, mettendo in gioco anche un’ironia capace di attivare diversi livelli di lettura. Il suo lavoro nasce da una riflessione sulle proprie origini e sul contesto culturale dell’Alto Adige, territorio di confine e minoranze. Questa condizione ‘a lato’ diventa per l’artista un punto di osservazione privilegiato, da cui sviluppare uno sguardo attento alle dinamiche identitarie e alle stratificazioni sociali. L’interesse per l’alterità si traduce in opere che intrecciano memoria, quotidiano e trasformazione; uno spazio di dialogo tra appartenenza e scoperta, tra radicamento e apertura».

«Luca Carlevarino viene premiato per la capacità di immaginare una dimensione surreale ma profondamente pensante in grado di mettere in relazione spazi e tempi differenti attraverso l’attenzione rivolta a dettagli minimi apparentemente ordinari, che nella sua ricerca diventano dispositivi di cura e riflessione. Il suo sguardo assume una valenza che supera il solo ambito artistico: la pratica visiva di Carlevarino rimanda infatti a un modo di osservare il mondo con echi vicini a quelli dello scrittore Georges Perec e alla sua nozione di infra-ordinario, intesa come l’attenzione verso ciò che passa inosservato ma che al contempo struttura con poesia il nostro quotidiano».

«Ilaria Margutti viene premiata per l’opera Antigone non cuce più | Confessioni sulla disobbedienza, che si distingue per la capacità di intrecciare dimensione intima e riflessione critica, trasformando il fare manuale in linguaggio visivo. La pratica del cucire si configura così come atto di resistenza e di cura, ma anche come dispositivo di pensiero.
Antigone, sottratta al suo ruolo tragico di eroina votata al sacrificio, diviene memoria del vivente in questo dialogo immaginario con l’artista, incarnato attraverso il ricamo per darle la possibilità di pronunciare tutte le parole che le sono state negate, per restituirle come afferma l’artista un corpo di “parole tattili” fatte di filo».

«Marco Paghera viene premiato per l’opera Architetture decadenti (1) che attraverso un “ordinato degrado”, come felicemente lo definisce l’artista stesso, diventa una riflessione sulla decadenza del nostro tempo. Il suo minimalismo pulito risulta chiaro nel duplice riferimento con cui descrive le derive culturali ed estetiche dell’oggi: da una parte i frammenti che ci restano come eredità dell’antichità trattenuta dalle rovine archeologiche, dall’altra la semplificazione estrema dei volumi architettonici contemporanei, spesso privi di personalità. Identità attuali e memorie storiche, così, si combinano inseguendo una bellezza sempre troppo difficile da raggiungere e raccontare».

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